Video: pubblicità online, nuove frontiere di comunicazione
Il Video advertising rappresenta un nuovo modo in cui i contenuti generati dagli utenti e i modelli pubblicitari distribuiti possono aumentare la visibilità e i guadagni online.I video di pubblicità online sono un’idea interessante che si sta sviluppando nel modelli pubblicitari odierni. Questo modello per le pubblicità online modifica la relazione tra publisher e pubblicitari.
Nei modelli pubblicitari tradizionali, i pubblicitari hanno tutto il potere: decidono quanto e dove spendere. Ma la nascita di network pay for performance come Overture e AdWords/AdSense hanno cambiato questa relazione. Il pay for performance rappresenta per un investitore pubblicitario un metodo efficiente ed estremamente democratico -nel senso che ognuno paga quello che può permettersi- per far arrivare il proprio messaggio al destinatario, la cui rilevanza, e quindi qualità, è garantita dal processo di revisione editoriale. Qualora invece tale necessità non sia presente, non vi sarà nessun risultato "commerciale" e la ricerca algoritmica potrà esprimere tutta la sua potenzialità.
Quindi i pubblicitari non scelgono più con chi fare business, ma scelgono keyword, concetti, come nel posizionamento per i siti web.
I pubblicitari, invece di comprare pubblicità su specifici network PPC o siti, semplicemente rilasciano le pubblicità in rete o sui loro siti dove possono essere trovate facilmente.
Queste pubblicità sono "marcate" con informazioni fornite dai pubblicitari, dicono chi intendono raggiungere, in quale tipo di ambiente web desidererebbero essere visualizzate e quanti soldi desiderano spendere in pubblicità.
Il pay for performance: alcuni problemi, trasformabili in vantaggi
L’introduzione da parte dei motori di ricerca del modello pay for performance per i programmi pubblicitari sta modificando l’intero mercato dell’advertising. E’ quanto emerge da uno studio di InfoCommerce Group.A far apprezzare molto tale modello agli advertiser è in particolare il fatto che esso sposta il rischio da loro ai publisher. Gli advertiser ritengono che questa scelta sia più equa.
Tuttavia, si nota anche una certa discrasia tra il modo in cui i publisher “vendono” se stessi e ciò a cui gli advertiser riconoscono valore.
Uno dei punti di caduta è rappresentato dal fatto che nel 71% dei casi i publisher non forniscono report sulle proprie performance, mentre il 71% degli advertiser considera importante un reporting di questo tipo.
Altro elemento da rivedere, nota lo studio, è che i publisher, piuttosto che puntare sulla qualità della propria audience, un aspetto sempre più importante per gli advertiser, vendono nel 62% dei casi sulla base del traffico generale del sito. Si tratta, sostiene InfoCommerce Group, di una strategia errata, perché difficilmente i portali verticali generano elevatissimi flussi di traffico.
Quindi attraverso il pay for performance il Cliente paga solo i risultati ottenuti. Il Cliente non avrà più nessuna preoccupazione in quanto pagherà solo ed esclusivamente in base ai risultati ottenuti (e preventivamente concordati).
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